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23/04/2026 02:54

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19 Febbraio 2026

Ospedale di Sassuolo: un dispositivo anti-violenza per tutte le lavoratrici

La Fondazione Ospedale di Sassuolo Onlus dona un dispositivo anti-violenza a tutte le donne che lavorano all’interno della struttura sanitaria sassolese. Questa mattina la presidente della fondazione Micol Pifferi ha consegnato il primo ‘WinLet’ ad alcune operatrici. All’evento ha partecipato anche Pier Carlo Montali, CEO dell’azienda milanese Security Watch, che ha brevettato il dispositivo e che oggi ha illustrato il suo funzionamento.

Come funziona

WinLet è una sorta di smartwatch pensato per prevenire le aggressioni. Il dispositivo si attiva premendo il ‘panic button’ tre volte, operazione che fa scattare tre differenti funzionalità. Una volta attivato, WinLet emette un suono ad alta frequenza superiore ai 110 decibel che ha lo scopo di scoraggiare potenziali aggressori e metterli in fuga. Nel contempo, invia un messaggio di allarme ad una serie di contatti selezionati dall’utente, avvisando che è in atto un tentativo di aggressione e inviando anche la posizione in tempo reale. Infine, WinLet inoltra una chiamata alla centrale operativa di Civis Spa, società di vigilanza attiva 24 ore su 24, che prova a contattare la persona da cui è arrivata la richiesta di intervento e, in caso di assenza di risposta, contatta le forze dell’ordine. Per attivare queste due ultime funzioni, è necessario scaricare l’app del dispositivo e sottoscrivere un abbonamento mensile.

Un dispositivo per tutte le professioniste

La Fondazione Ospedale di Sassuolo Onlus dona WinLet a tutte le professioniste attive nel nosocomio cittadini: medici, infermiere, oss, impiegate e tutte le collaboratrici delle aziende di servizi presenti all’interno della struttura sanitaria. Nei prossimi giorni, tutte le donne che lavorano in ospedale potranno ritirare il proprio dispositivo, direttamente alla reception della struttura sanitaria. “Ho sempre pensato e sperimentato – spiega Micol Pifferi, presidente della Fondazione – che la relazione tra le persone sia parte integrante della cura. L’ospedale è luogo di cura: la serenità dei rapporti interpersonali è fondamentale. Come Fondazione ci auguriamo che il dono di oggi possa essere di conforto e aiuto agli operatoti per permettere loro di preservare questa condizione”.

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