Rinnovato il protocollo di intesa per la prevenzione e la tutela della salute dei lavoratori dell’industria ceramica esposti alla silice cristallina. Il nuovo accordo quadriennale è stato firmato ieri mattina a Bologna da Regione, Confindustria Ceramica, Acimac e le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil. Il documento ha l’obiettivo di tutelare il benessere dei lavoratori e diffondere buone pratiche nei luoghi di lavoro del comparto per la produzione delle piastrelle di ceramica.
Al centro dell’accordo la “Definizione dei criteri per l’individuazione dei lavori comportanti esposizione a silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione”. Il protocollo si inserisce nell’ambito del Piano regionale della prevenzione 2021-2025, prorogato al 31 dicembre 2026, a supporto delle azioni che devono essere realizzate in attuazione del nuovo Piano nazionale 2026- 2031.
“Le condizioni di salute e di sicurezza nei luoghi di lavoro del comparto ceramico sono migliorate e si è registrato un costante calo di malattie professionali – affermano l’assessore regionale alle politiche per la salute Massimo Fabi e l’assessore regionale con delega per la sicurezza e la legalità del lavoro, Giovanni Paglia -. Questo è strettamente correlato all’adozione di buone pratiche per la riduzione dell’esposizione alle polveri contenenti silice libera cristallina e ai percorsi di formazione e informazione dei lavoratori esposti. Con il rinnovo del Protocollo, proseguiamo nella direzione delle buone prassi, impegnandoci tutti a promuoverle e diffonderle il più possibile, mettendo sempre al centro il benessere sui luoghi di lavoro”.
“Il rinnovo dell’accordo del 2021- afferma il direttore di Confindustria ceramica, Armando Cafiero – conferma la validità del metodo di lavoro applicato nel distretto ceramico, che ci ha resi un modello di eccellenza anche a livello internazionale”.
Nel 2017 una direttiva dell’Unione europea ha incluso tra le attività regolate sulla protezione dei lavoratori dalle sostanze cancerogene e mutagene anche i lavori che comportano l’esposizione alla silice cristallina respirabile, prevedendo un valore limite di esposizione professionale di 0,1mg/m3. Secondo gli studi in materia, la silice libera cristallina penetra nell’organismo umano per via inalatoria e può portare, a fronte di esposizioni elevate e/o prolungate, allo sviluppo di diverse patologie dell’apparato respiratorio. La direttiva è stata poi recepita dall’ordinamento italiano nel giugno 2020. Da qui, la sottoscrizione del primo Protocollo di intesa da parte della Regione Emilia-Romagna (il 7 giugno 2021), tenuto conto della specificità del comparto ceramico, che oggi viene aggiornato e adottato fino al 2030.