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14/03/2026 21:45

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26 Febbraio 2026

Indagini per frode fiscale: sequestrato anche un immobile a Sassuolo

Il comando provinciale della guardia di finanza di Modena ieri ha sequestrato preventivamente disponibilità finanziarie, beni mobili ed immobili per un importo complessivo di oltre 8 milioni di euro. Il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, è stato eseguito nei confronti di 12 indagati per i reati di associazione per delinquere finalizzata all’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, malversazione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio. Nell’ambito dell’operazione è stata anche eseguita nei confronti dei due principali indagati l’ordinanza di applicazione del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche e imprese.

Le indagini, svolte dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena, sono partite dall’approfondimento di segnalazioni per operazioni sospette ai fini antiriciclaggio e hanno permesso di accertare l’esistenza di un’associazione per delinquere strutturata attiva tra le province di Modena, Parma, Napoli e Caserta. Associazione che avrebbe operato attraverso un sistema fraudolento basato su contratti d’appalto fittizi. In particolare, la struttura avrebbe previsto la creazione di una S.r.l. “hub”, in capo alla quale sarebbe stata incentrata l’intera gestione dell’effettivo ciclo produttivo, operante nel settore della lavorazione delle carni presso gli stabilimenti in provincia di Parma e Modena, e di 8 società “cartiere”, create ad hoc e dislocate formalmente tra le province di Modena, Parma, Napoli e Caserta, le quali, nel corso degli anni, hanno somministrato di fatto, mediante l’utilizzo illecito dei contratti d’appalto, la manodopera alla S.r.l. emiliana.

Tramite questo schema, la società avrebbe risparmiato sui costi del personale, facendoli gravare sulle società cartiere, che a loro volta sono risultate inadempienti agli obblighi tributari, previdenziali e contributivi. In aggiunta, la S.r.l. ha portato in detrazione indebitamente l’IVA afferente alle fatture relative alle prestazioni di manodopera e facchinaggio emesse dalle società cartiere. Dalle indagini è emerso anche che la società emiliana ha beneficiato di fondi per l’emergenza COVID-19 (per un importo complessivo di quasi 1,6 milioni di euro) che avrebbe destinato al pagamento delle fatture false.

Sono stati sequestrati circa 100 mila euro, un’unità immobiliare a Sassuolo, quote societarie e tre auto per un ammontare complessivo di circa 1 milione di euro.

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