In vista del referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo, i Giovani Democratici intervengono nel dibattito pubblico invitando a votare NO, con particolare attenzione alle parole di Filippo Simeone, segretario regionale dei GD e presidente del Consiglio comunale di Sassuolo.
La ragioni del NO secondo Simeone:
Simeone mette al centro soprattutto il tema delle priorità delle nuove generazioni: “Pensare che questa riforma possa convincere i giovani a tornare in Italia significa vivere in un altro mondo. I problemi reali sono il diritto alla casa, a un lavoro dignitoso e alla salute, anche mentale”. Secondo il segretario, sono queste le ragioni che spingono molti ragazzi a lasciare il Paese, non certo l’assetto della giustizia.
Critico anche il giudizio sulla campagna referendaria: “Fa sorridere che il governo racconti il referendum come la soluzione ai problemi dell’Italia”, afferma Simeone, sostenendo che l’obiettivo politico emerso nel dibattito sia piuttosto quello di “levarsi di mezzo i magistrati”.
Un passaggio centrale del suo intervento riguarda poi il rapporto tra politica e magistratura. Simeone esprime preoccupazione per un possibile indebolimento dell’autonomia dei giudici: “In un contesto in cui vicende giudiziarie vengono trasformate in propaganda, è fondamentale difendere l’indipendenza della magistratura, perché senza autonomia i magistrati rischiano di diventare più timorosi”.
A rafforzare questa posizione, il riferimento al caso Bibbiano e alle polemiche politiche che lo hanno accompagnato: per Simeone, un esempio di come la giustizia possa essere strumentalizzata nel confronto pubblico. Non manca infine una critica a uno dei punti della riforma, il sorteggio per il CSM, che secondo lui “rischia di indebolire ulteriormente l’autonomia della magistratura e aumentare l’ingerenza della politica”.