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23/04/2026 02:51

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Ceramica, distretti in difficoltà: a Bruxelles appello dall’Emilia-Romagna e dalla Comunità Valenciana

Bruxelles

I distretti ceramici dell’Emilia-Romagna e della Comunità Valenciana rappresentano una delle principali eccellenze industriali europee: insieme concentrano circa l’80% della produzione di piastrelle, con oltre 38mila occupati diretti e più di 120mila nell’indotto. Un comparto strategico, soprattutto in territori come le province di Modena e Reggio Emilia, dove la ceramica ha un peso rilevante su occupazione, export e valore aggiunto. Anche in Spagna, in particolare nell’area di Castellón, il settore rappresenta una quota significativa dell’economia locale.

Le difficoltà del ceramico: sistema ETS e concorrenza extra-UE

Nonostante questi numeri, il settore sta affrontando difficoltà sempre più rilevanti. È quanto emerso oggi al Parlamento europeo di Bruxelles, dove la Regione Emilia-Romagna, rappresentata dal Vicepresidente Vincenzo Colla, e la Comunità Valenciana, rappresentata dall’assessore all’Industria Marian Cano García, hanno presentato e sottoscritto un manifesto congiunto per individuare gli ostacoli alla competitività del settore e per agire di conseguenza. Tra le principali criticità c’è il sistema europeo ETS sulle emissioni, che, pur incidendo su un comparto responsabile di meno dell’1% delle emissioni regolamentate, sta generando costi sempre più elevati. Un problema ancora più rilevante per un’industria “hard to abate”, per la quale non esistono ancora tecnologie mature in grado di ridurre ulteriormente le emissioni.

A pesare sono anche gli alti costi dell’energia in Europa e la concorrenza di produttori extra-UE, soggetti a standard ambientali meno stringenti. Il rischio, secondo istituzioni e imprese, è quello di perdere competitività, con possibili delocalizzazioni e ricadute occupazionali, oltre a un aumento complessivo delle emissioni a livello globale.

Le richieste del settore:

Per questo, dalle due regioni arriva una richiesta chiara all’Unione Europea: interventi urgenti per sostenere il settore. Tra le proposte, la sospensione temporanea del sistema ETS per la ceramica, la revisione dei criteri attuali e misure di tutela come il rafforzamento del meccanismo CBAM. Viene inoltre sollecitato un piano europeo di ricerca per sviluppare nuove tecnologie e accompagnare la transizione energetica.

“Serve agire subito”, sottolinea Graziano Verdi, vicepresidente di Confindustria Ceramica e Presidente della CET (Federazione europea di settore), evidenziando come tra costo della CO₂ ed energia “l’Europa sia oggi l’area meno competitiva”, con un sistema che rischia di frenare investimenti e innovazione. L’obiettivo condiviso è rendere la transizione ecologica sostenibile anche dal punto di vista industriale, salvaguardando una filiera chiave per l’economia europea.

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