Nel Consiglio comunale di Sassuolo di questa sera si è discusso dell’interrogazione presentata dal consigliere Alberto Bonettini (Movimento 5 Stelle) riguardante la manutenzione e la rimozione dei dispositivi di protezione plastici utilizzati nelle nuove piantumazioni urbane.
Che cosa chiede l’interrogazione?
Nel suo intervento, Bonettini ha evidenziato i possibili effetti negativi legati al mancato smaltimento di questi dispositivi: “qualora non rimosse nei tempi giusti, esse possono inoltre favorire la produzione di umidità e muffe a contatto con il fusto, con potenziali danni alla salute della pianta, fino al rischio di comprometterne la crescita o la sopravvivenza”. Un tema che si intreccia anche con l’impatto ambientale: “è ormai noto come i materiali plastici abbiano tempi di decomposizione estremamente lunghi e come le microplastiche possono avere impatti negativi sull’ambiente”.
Da qui le domande rivolte a sindaco e Giunta: “se siano a conoscenza della situazione […] se l’amministrazione intende procedere alla rimozione delle protezioni deteriorate […] se per le future messe a dimora sia possibile prevedere […] clausole che impongono la rimozione […] e se si intende valutare l’utilizzo di materiali biodegradabili”.
La risposta dell’assessore Baccarani:
A rispondere è stato l’assessore all’Ambiente Andrea Baccarani, che ha chiarito la funzione degli shelter: “hanno la funzione di salvaguardare le piante ornamentali e le siepi […] creando una barriera fisica tra la parte basale della pianta e il contesto circostante”. L’assessore ha ricordato che si tratta di dispositivi diffusi e utilizzati anche in ambito agricolo e forestale, precisando che nelle aree citate gli interventi di piantumazione risalgono agli ultimi anni e sono stati accompagnati anche da materiali naturali: “sono stati posizionati […] dischi realizzati in fibra 100% naturale e biodegradabile con funzione di pacciamatura”.
Sul tema della manutenzione, l’amministrazione è consapevole delle criticità: “i collari posti alla base delle nuove alberature nel tempo possono danneggiarsi o aprirsi […] proprio per questo durante le attività di monitoraggio […] gli operatori si occupano del recupero del materiale”. Baccarani ha quindi annunciato possibili miglioramenti: “si concorda […] sul fatto che questa attività vada svolta in futuro con maggiore regolarità”. Tra le soluzioni allo studio, l’inserimento nei futuri appalti di obblighi di rimozione: “inserire negli appalti […] una voce che contempli la rimozione delle protezioni […] mediamente nei 4-5 anni”. E l’utilizzo di materiali alternativi: “si procederà […] all’installazione di shelter in cartoncino biodegradabile ad uso forestale”.
Infine, è stata evidenziata anche la necessità di bilanciare la rimozione con la tutela delle piante: “si concretizzerebbe il rischio di danneggiamento del colletto delle piante durante l’operazione meccanica”.