Il futuro della linea ferroviaria Modena-Sassuolo, il cosiddetto “Gigetto”, è stato al centro del Consiglio comunale di Sassuolo di questa sera, con l’esame di un ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza (Pd, City Lab, Sassuolo Guarda Avanti e M5S) per trasformarla in un sistema di trasporto pubblico su ferro ad alta frequenza al servizio del distretto ceramico.
L’oggetto dell’interrogazione:
A illustrare il documento è stato il consigliere Marco Montanari (Pd), che ha sottolineato il valore strategico della linea: “il trasporto pubblico locale […] costituisce una componente essenziale per lo sviluppo di città sostenibili […] la linea ferroviaria Modena-Sassuolo rappresenta uno dei principali assi di collegamento tra il capoluogo e il distretto ceramico modenese”.
Montanari ha evidenziato anche le criticità attuali: “l’attuale configurazione […] presenta tuttavia alcune criticità, tra cui il numero limitato di fermate in ambito urbano e la presenza complessiva di 26 passaggi a livello […] che incidono negativamente sulla fluidità del traffico”. Da qui la proposta di evoluzione:“la linea ferroviaria Modena-Sassuolo non deve essere né chiusa né dismessa, ma orientata a una sua evoluzione in un sistema di trasporto pubblico su ferro ad alta frequenza”.
Arriva l’ok della minoranza:
Sul tema è intervenuto anche Luca Caselli (Fratelli d’Italia), che pur esprimendo sostegno all’ordine del giorno ha evidenziato i limiti attuali del servizio: “io andrei in treno dappertutto se potessi […] il problema è che se mi devo fermare a Ponte Fossa, a Fiorano […] e arrivo dopo 40 minuti […] il treno Modena-Sassuolo così com’è sinceramente è poco allettante”. Caselli ha quindi ribadito la necessità di un potenziamento reale della linea, sottolineando anche il ruolo sociale del servizio ferroviario per chi non può utilizzare l’auto.
Il sostegno del sindaco:
A intervenire è stato anche il sindaco Matteo Mesini, che ha evidenziato l’importanza politica dell’atto: “è importante per un sindaco sapere che il Consiglio comunale […] con una maggioranza anche trasversale […] sostiene un impegno affinché questa linea possa avere degli sviluppi”. Mesini ha allargato lo sguardo all’intero territorio: “siamo un distretto da 160-170 mila abitanti […] dobbiamo avere l’ambizione di avere anche una mobilità connessa”. E ha sottolineato la necessità di fare sistema con gli altri enti: “senza una condivisione di intenti […] si fa fatica a dirottare delle risorse”.
Le proposte del M5S:
Dal Movimento 5 Stelle, il consigliere Alberto Bonettini ha rilanciato una visione ancora più ampia: “la linea Sassuolo-Modena […] dovrebbe essere ripensata e trasformata in una linea più agile con fermate ogni 15 o 20 minuti”. Tra le ipotesi anche l’introduzione di sistemi alternativi: “l’introduzione di un mezzo come il tram permetterebbe di eliminare i passaggi a livello”. E uno sviluppo su scala territoriale: “questa nuova linea dovrebbe essere il primo tassello di una rete provinciale integrata (guardando anche alla linea verso Reggio Emilia)”.