In seguito al referendum sulla giustizia dello scorso 22-23 marzo, il coordinatore PD del distretto ceramico Filippo Simeone commenta l’esito del voto, che ha visto il successo del ‘No’ a livello nazionale ed anche a Sassuolo, Formigine, Maranello e Fiorano. “Questa non può essere una parentesi – scrive Simeone -. La coalizione che si è ritrovata su questi temi deve consolidarsi e diventare sempre di più un campo progressista pronto, sia a livello locale che nazionale. Nel Distretto ceramico lavoriamo così da tempo, e i risultati si sono visti: alle amministrative, alle regionali e oggi anche in questo referendum”.
Simeone parla poi dei recenti sviluppi all’interno della maggioranza a seguito della mancata approvazione della riforma sulla giustizia: “Questo referendum è stato politicizzato in primo luogo dalla presidente del Consiglio Meloni, che ha scelto di trasformarlo in un passaggio politico nazionale. Proprio per questo oggi non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Le dimissioni di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè, insieme alla scelta di Maurizio Gasparri di lasciare il ruolo di capogruppo al Senato, sono il segno di una maggioranza in difficoltà. Ma non può finire tutto qui: chi ha voluto caricare questo voto di significato politico deve assumersene fino in fondo la responsabilità, anche personalmente”.
Il coordinatore PD del distretto ceramico apre poi al dialogo con chi ha sostenuto il sì: “Non serve dividere chi ha votato in buona fede. Noi siamo pronti a discutere e a costruire una riforma della giustizia che migliori davvero il sistema, invece di peggiorarlo. Lo abbiamo fatto in passato e continuiamo a credere in una politica larga, partecipata, capace di unire senza ambiguità”.