Si è discusso questa sera in Consiglio comunale a Sassuolo un tema che tocca da vicino la sicurezza dei più piccoli e la mobilità cittadina: la creazione delle cosiddette “strade scolastiche”. L’ordine del giorno, presentato dal consigliere Alberto Bonettini (Movimento 5 Stelle), propone di inibire temporaneamente il traffico motorizzato nei pressi dei plessi scolastici durante gli orari di entrata e uscita, per garantire sicurezza e migliorare la qualità dell’aria.
La proposta: sicurezza e salute per i bambini
Il consigliere Bonettini ha introdotto il punto sottolineando la criticità della situazione attuale, definendo le aree scolastiche come zone gravate da un traffico insostenibile. “Le strade dove sono presenti scuole sono gravate da intenso traffico, con conseguenti rischi di incidenti stradali e generazione di alto inquinamento ambientale, che grava in modo particolare su soggetti molto vulnerabili come i bambini. Il problema si manifesta in tutte le aree scolastiche, nessuna esclusa. Questo intasamento fa perdere ulteriore tempo a coloro che accompagnano a scuola gli studenti e che devono poi recarsi nei posti di lavoro.”
Secondo il Movimento 5 Stelle, i benefici di una limitazione del traffico sarebbero molteplici, non solo ambientali ma anche educativi: “I benefici sono immediati: migliora la qualità dell’aria nei pressi delle scuole e la sicurezza di chi arriva a piedi o in bicicletta. Viene promosso uno stile di vita più attivo, incoraggiando le famiglie a scegliere di camminare, andare in bicicletta o utilizzare mezzi pubblici. Le strade scolastiche possono aiutare i bambini a sviluppare abitudini di mobilità attiva e salutare fin dalla giovane età, migliorandone l’autonomia e l’autostima.”
L’impegno richiesto alla Giunta è quello di avviare una sperimentazione in un paio di aree particolarmente critiche, monitorando i risultati prima di rendere i provvedimenti permanenti o estenderli ad altri plessi.
I dubbi dell’opposizione: “Dove le realizziamo?”
Non sono mancati i dubbi tecnici, sollevati in particolare da Luca Caselli (Fratelli d’Italia), che ha espresso perplessità sulla fattibilità pratica in una città densamente urbanizzata come Sassuolo. “Il problema, Bonettini – esordisce il consigliere di minoranza – a Sassuolo come facciamo? Tu dici facciamo le strade scolastiche, ok, dove? Me lo chiedo sinceramente perché sarebbe una bella cosa, però fisicamente questa strada scolastica dov’è? Prendiamo le strade che ci sono già e gli facciamo di fianco un nastro giallo con scritto ‘strada scolastica’, così restringiamo la carreggiata?”
Caselli ha poi posto l’accento sulla questione culturale e sulle abitudini delle famiglie: “Se dici agli studenti di andare al polo scolastico in bicicletta o a piedi dal centro di Sassuolo, io ti garantisco che il risultato è, secondo me, poco soddisfacente, perché purtroppo — colpa anche dei genitori — quasi tutti pretendono di essere portati in auto. Qui va fatto un lavoro diverso di educazione a utilizzare certi mezzi di trasporto.”
Il modello Reggio Emilia e l’apertura della Giunta
A fare chiarezza sulla natura del progetto è intervenuto Giuseppe Bove (PD), portando l’esempio dei comuni vicini: “Cos’è una strada scolastica? Una strada in prossimità di una scuola in cui viene bloccato temporaneamente il traffico veicolare, in modo che tutti possano raggiungere la scuola in sicurezza. Si tratta di una chiusura totale, ma per pochi minuti. Il Comune di Reggio Emilia ha censito le varie strade con le varie chiusure, così sono tutti informati e si garantisce sicurezza ai ragazzi.”
L’assessore all’urbanistica David Zilioli ha confermato l’interesse dell’amministrazione, spiegando che la normativa attuale (Decreto Semplificazioni) permette queste soluzioni temporanee. “È una possibilità introdotta dal decreto semplificazione che ha aggiornato il Codice della Strada. Il vero problema è l’applicazione fisica: dove e come farlo, perché dobbiamo ottenere anche delle alternative. Ho seguito personalmente a Reggio l’applicazione; anche in contesti molto densi, accompagnando la motivazione e vedendo i risultati, si può arrivare a fare questi test.”