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23/04/2026 01:06

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Il settore ceramico contesta la bozza di riforma del sistema ETS della Commissione Europea

Le aziende ceramiche italiane e spagnole presenti a Coverings lanciano un forte allarme sulle possibili conseguenze di una nuova proposta normativa della Commissione Europea nell’ambito dell’ETS (Emission Trading System), relativa alla definizione dei parametri per il periodo 2026–2030. Secondo le imprese del settore, il meccanismo in esame rappresenta “l’ennesima decisione scollegata dalla realtà industriale”, destinata a produrre effetti altamente penalizzanti per un comparto già sottoposto a enormi pressioni sui costi, in particolare quelli energetici. I nuovi benchmark per l’assegnazione delle quote gratuite, destinate alle aziende esposte al rischio di delocalizzazione, sono infatti calcolati sulla base delle performance di impianti appartenenti ad altri settori industriali, inclusi quelli che possono utilizzare biomassa come fonte energetica.

“L’essere riusciti, nella trasferta a Bruxelles dei giorni scorsi, a mettere insieme l’intero arco parlamentare italiano in questa battaglia a favore della ceramica e di tutto il settore industriale ci faceva pensare e sperare che le nostre richieste potessero essere accolte, invece, sembra che tutto sia passato con una totale indifferenza – spiega Graziano Verdi, presidente della Federazione Europea della Ceramica e amministratore delegato del gruppo Italcer -. È molto preoccupante perché andrà a toccare anche le persone, se non dovessero esserci cambiamenti io temo una forte deindustrializzazione”. Per le imprese ceramiche italiane e spagnole l’eventuale riduzione delle quote gratuite contenuta nella proposta normativa e la mancanza di tecnologie disponibili sul mercato in grado di sostenere un’ulteriore riduzione di emissioni comporterebbe costi elevati. “Saremmo costretti a pagare un prezzo estremamente elevato per una transizione che non siamo tecnicamente in grado di realizzare entro i tempi proposti – evidenzia Graziano Verdi -. È un meccanismo che penalizza le aziende ceramiche più efficienti e virtuose”. Come detto, il rischio è quello di vedere lievitare i costi legati al sistema ETS: “Negli ultimi anni abbiamo avuto un’incidenza sui nostri costi a livello distrettuale di circa 130 milioni di euro all’anno – afferma Federico Curioni, consigliere delegato del gruppo Concorde -. A partire da quest’anno ci potrebbe portare ad avere un impatto nell’ordine di 180/190 milioni di euro all’anno”.

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