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20/05/2026 06:21

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17 Aprile 2026

Bonifica “siti orfani”: sopralluogo di sindaco e assessora regionale Priolo

Ieri mattina il sindaco Matteo Mesini e l’assessora regionale all’ambiente Irene Priolo hanno effettuato un sopralluogo tecnico ai “siti orfani” di via Alessandrini e di via Piemonte per verificare l’avanzamento del progetto di bonifica, reso possibile dai fondi del PNRR.

I “siti orfani” sono aree inquinate i cui responsabili non sono individuabili o non provvedono al ripristino. A Sassuolo, queste situazioni derivano dal passato industriale del distretto ceramico, con la presenza di smalti, fanghi e scarti di lavorazione interrati nel sottosuolo. Il problema non riguarda solo il suolo in superficie perché gli inquinanti, trascinati dalle acque meteoriche, rischiano di raggiungere la falda sotterranea e compromettere la qualità dell’acqua.

Gli interventi in via Alessandrini e via Piemonte

In via Alessandrini, in un cortile condominiale vicino al parco Ducale, il sottosuolo nascondeva i resti della vecchia fabbrica Rubbiani: una condotta con smalti ceramici stratificati e scarti di lavorazione. I lavori, conclusi a giugno 2025 dopo otto mesi di scavi e campionamenti, hanno portato alla rimozione completa della contaminazione nella zona più critica. Con la rimozione fisica del materiale contaminato, il rischio di formazione di percolati è stato eliminato alla radice: il terreno è stato riempito con terra pulita e ripristinato con nuove alberature e siepi. Un intervento da oltre 374.000 euro che ha messo in sicurezza circa 3.800 metri quadrati di superficie.

In via Piemonte, presso l’ex Ditta Comer, erano presenti fanghi ceramici interrati nei pressi del capannone industriale. Non potendo procedere con una rimozione totale a causa delle interferenze strutturali, si è optato per la messa in sicurezza permanente. Con un investimento di circa 74.000 euro, il piazzale asfaltato è stato rifatto per la corretta gestione delle acque piovane, mentre la zona verde è stata impermeabilizzata con uno strato di argilla compattata e teli in HDPE. In questo modo le acque le acque meteoriche non possono più infiltrarsi nel terreno contaminato e trascinare inquinanti verso la falda sotterranea.

“Restituiamo un ambiente più sicuro non solo a chi vive vicino a questi siti, ma all’intero territorio — ha affermato il sindaco Mesini — perché la salute del suolo è la salute delle nostre falde e della nostra acqua. Questo è il risultato di una collaborazione concreta tra Comune, Regione e tecnici di ARPAE. Il lavoro non è ancora del tutto concluso: si attendono i certificati di avvenuta bonifica, poi anche questa pagina sarà chiusa”.

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