Un giovane di 18 anni, residente nella provincia di Napoli, è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri di Sassuolo con l’accusa di rapina aggravata e truffa aggravata ai danni di una donna ultraottantenne.
L’episodio risale alla mattinata dell’11 maggio 2026. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’anziana sarebbe stata contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe finto appartenente all’Arma dei Carabinieri. Con il pretesto di presunte vicende giudiziarie riguardanti una nipote, il truffatore avrebbe convinto la donna a consegnare denaro contante e gioielli in oro. Scattato l’allarme, i militari hanno avviato immediate ricerche sul territorio, riuscendo a individuare il sospettato nel centro cittadino di Sassuolo. Alla vista della pattuglia e dopo l’intimazione dell’alt, il giovane avrebbe tentato di fuggire a piedi, ma è stato raggiunto e bloccato dai Carabinieri.
Durante la successiva perquisizione personale, all’interno dello zaino che portava a tracolla, sarebbero stati rinvenuti preziosi e denaro contante per un valore superiore ai 15mila euro, ritenuti provento della truffa appena consumata ai danni dell’anziana vittima. Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre permesso di ricostruire ulteriori dettagli dell’accaduto. Secondo gli inquirenti, il 18enne avrebbe sottratto con violenza anche le due fedi matrimoniali che la donna portava al dito, una delle quali appartenuta al defunto marito, provocandole dolore fisico. Dopo essersi impossessato dei monili, avrebbe poi spintonato violentemente la vittima per garantirsi la fuga.
I Carabinieri hanno inoltre sequestrato telefoni cellulari e biglietti ferroviari che documenterebbero il viaggio effettuato dall’indagato dalla provincia di Napoli fino all’Emilia. Nella giornata odierna, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti del giovane la misura della custodia cautelare in carcere, su richiesta della Procura della Repubblica.
Come previsto dalla legge, si ricorda che l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.