Kerakoll Spa ha un nuovo contratto integrativo aziendale. Dopo diversi mesi di trattativa, ieri negli stabilimenti di Sassuolo e Rubiera si sono concluse le assemblee sindacali con l’approvazione all’unanimità da parte dei lavoratori del documento. A darne notizia è Filctem Cgil.
L’accordo introduce l’istituzione di Commissioni Tecniche Paritetiche permanenti (composte da rappresentanti aziendali e rappresentanti sindacali) di confronto su orari di lavoro e riduzione oraria, conciliazione tempi di vita/lavoro, smart working, flessibilità, polivalenza e salute e sicurezza. Inoltre, l’accordo conferma e regolamenta lo strumento dello smart working. Viene normata e regolamentata la possibilità della trasformazione del rapporto di lavoro da full time a part time per casistiche particolari (assistenza e cura, maternità, formazione, vicinanza all’età pensionabile). È stato ampliato l’istituto della flessibilità degli orari di lavoro in entrata e in uscita. Vengono istituite nuove indennità di mansione ed aumenta il contributo a carico dell’azienda su previdenza complementare e sanità integrativa. Viene rinnovato l’impianto del premio di risultato che vede l’erogazione di ulteriori premi annuali aggiuntivi, e complessivamente può raggiungere una media di 4-5.000 euro annui lordi. Per quanto riguarda i diritti individuali, si aggiungono elementi come i permessi retribuiti aggiuntivi per la formazione e il diritto allo studio, per assistenza, per visite mediche di familiari, per inserimento di figli al nido e alla scuola materna, vengono poi allargate le casistiche per i permessi per lutto. Anche in merito al tema delle stabilizzazioni l’accordo prevede l’impegno dell’azienda ad anticipare le tempistiche rispetto a quanto previsto dalla normativa sui contratti somministrati.
“L’intesa raggiunta – scrivono in una nota Filctem Cgil Modena, Filctem Cgil Reggio Emilia, Rsu Kerakoll Sassuolo e Rubiera – che ha soddisfatto l’obiettivo di trovare un giusto equilibrio tra elementi aggiuntivi della retribuzione, qualità del lavoro e partecipazione attiva dei lavoratori, può, a nostro avviso, rappresentare un utile modello per la contrattazione di secondo livello”.