Oltre cento imprenditori e manager hanno partecipato all’evento di YF Studio “Le Aziende Cambiano”, organizzato da Jenia. Un incontro dedicato all’intelligenza artificiale che ha visto confrontarsi Andrea Pontremoli, amministratore delegato di Dallara, Pietro Monari, docente universitario ed ex Ammagamma, con la moderazione di Stefano Panini di Cosmico.
Ad aprire la serata è stato Simone Solignani, Ceo di Jenia, che ha raccontato il percorso che ha portato alla nascita dell’azienda. “Negli ultimi sei mesi – ha detto – abbiamo incontrato oltre cento tra imprenditori, manager e aziende. Ci siamo accorti che il tema dell’intelligenza artificiale generava grande interesse, ma spesso non era chiaro cosa potesse fare concretamente all’interno delle organizzazioni. Abbiamo individuato problemi e necessità che si ripetevano trasversalmente in realtà molto diverse tra loro e siamo partiti da lì. Prima di pensare al prodotto abbiamo ascoltato il mercato.”
Un concetto che ha trovato continuità nelle parole di Andrea Pontremoli, che ha richiamato più volte il valore dell’ascolto come competenza manageriale e umana. “Abbiamo – ha aggiunto – due orecchie e una sola bocca. Forse un motivo c’è. Prima di interrompere il silenzio bisognerebbe sempre chiedersi se ne vale davvero la pena.” Una riflessione che va oltre il mondo dell’impresa e che assume ancora più valore in un’epoca in cui la velocità della tecnologia rischia di ridurre gli spazi dedicati all’ascolto, all’osservazione e alla comprensione.
Sul tema dell’intelligenza artificiale, Pietro Monari ha evidenziato come oggi non abbia più senso affrontare il cambiamento con logiche tradizionali, chiedendosi se debba partire dal management o dai collaboratori. “L’intelligenza artificiale – ha detto Monari – è già ovunque. Fa parte della nostra quotidianità, del nostro modo di lavorare e di vivere. Non è più una questione di top down o bottom up. La utilizziamo tutti, ogni giorno. La vera domanda è capire quali attività affidarle e come usarla per generare valore.” Secondo Monari, il tema non è quindi l’adozione della tecnologia, ma la capacità delle persone e delle organizzazioni di comprenderne il potenziale e trasformarlo in risultati concreti.
Pontremoli ha invece spostato l’attenzione su ciò che, nonostante il cambiamento tecnologico, continuerà a fare la differenza. Per il manager di Dallara, la capacità di porsi le domande giuste diventerà più importante della capacità di trovare rapidamente le risposte. Se gli strumenti saranno sempre più accessibili, ciò che resterà unico sarà la cultura delle persone, la loro capacità di interpretare la complessità e i valori che guidano le decisioni.
È stato proprio questo il messaggio emerso dalla serata: l’intelligenza artificiale sta cambiando le aziende, ma a maggior ragione oggi il fattore distintivo continuerà a essere umano. Perché la tecnologia sarà sempre più diffusa, mentre ascolto, pensiero critico e valori rimarranno elementi distintivi che nessun algoritmo potrà replicare.
(In foto: Andrea Pontremoli)