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20/07/2026 12:38

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27 Giugno 2026

Comparto 189: problemi con gli espropri ed i tempi potrebbero allungarsi

Si complica il futuro della rigenerazione urbana del comparto 189. Nel prossimo consiglio comunale avrebbe dovuto essere approvata la presa in carico da parte del Comune dell’area retrostante l’edificio “Il Diamante”, sede del Comune e della Polizia di Stato, oggi ancora di proprietà privata. Un passaggio ritenuto fondamentale per consentire la realizzazione dell’intero progetto.

La delibera è però stata ritirata dalla maggioranza dopo che non è stato possibile ottenere il consenso di tutti i proprietari alla cessione gratuita delle aree. Una decisione che rischia ora di avere conseguenze rilevanti sull’intervento complessivo. L’area interessata, infatti, rappresenta uno degli elementi centrali del progetto di rigenerazione urbana finanziato anche con un contributo regionale di circa 1,5 milioni di euro. Oltre alla demolizione dell’edificio affacciato sulla circonvallazione, il piano prevedeva la realizzazione del nuovo “Centro Tina”, il recupero del parco, il collegamento tra l’area verde e il Diamante e l’ampliamento degli spazi a servizio dell’edificio comunale, per un investimento complessivo stimato in circa 6,5 milioni di euro. Senza l’acquisizione dell’area, il progetto approvato dalla Regione non potrà più essere realizzato nella forma con cui aveva ottenuto il finanziamento e dovrà essere profondamente rivisto. Una modifica sostanziale che potrebbe comportare ulteriori ritardi e creare nuove criticità nell’iter amministrativo.

A rendere ancora più delicata la situazione c’è anche il contenzioso già aperto sugli espropri del comparto 189. Diversi proprietari hanno infatti presentato ricorsi, ritenendo non congrue le indennità proposte dal Comune. Se il progetto dovesse essere modificato in maniera significativa, anche l’intera procedura espropriativa potrebbe subire ulteriori rallentamenti.

Preoccupa inoltre la tempistica. L’avvio dei lavori dell’intero comparto è previsto entro la fine di novembre o comporterebbe la perdita del contributo , ma il mancato perfezionamento dell’acquisizione delle aree mette seriamente a rischio il rispetto del programma. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di incertezza: il tecnico comunale che segue la pratica avrebbe rassegnato le dimissioni, circostanza che potrebbe complicare ulteriormente la gestione dell’operazione. Il rischio è che un progetto considerato strategico per la riqualificazione della città possa subire uno stop o un forte rallentamento, con possibili ripercussioni sia sul finanziamento regionale sia sull’intero programma di riorganizzazione dell’area.

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