È aperta la partita sul futuro dell’Opera Pia Castiglioni di Formigine. L’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico ha avviato un percorso per ridefinire il ruolo pubblico nella gestione della struttura per anziani, ipotizzando un nuovo modello organizzativo nel quale la gestione operativa potrebbe essere affidata a un soggetto esterno individuato attraverso una procedura ad evidenza pubblica.
Il contesto:
Una scelta che la FP CGIL definisce una privatizzazione e alla quale il sindacato si oppone, mentre l’Unione dei Comuni respinge questa interpretazione, sostenendo che non si tratterebbe di un disimpegno del pubblico, ma di un cambio di funzione: l’ente manterrebbe infatti il ruolo di indirizzo, programmazione, controllo e definizione degli standard qualitativi, affidando la gestione quotidiana a un partner specializzato.
I sindaci dell’Unione hanno inoltre annunciato la costituzione di un Comitato di Garanzia con il coinvolgimento di famiglie, lavoratori, rappresentanti istituzionali, tecnici e sindacati, con l’obiettivo di monitorare il rispetto degli standard e la trasparenza della gestione. Sul fronte occupazionale, l’impegno dichiarato dall’amministrazione è quello di tutelare i posti di lavoro, valorizzare le competenze maturate e accompagnare la transizione con strumenti di confronto.
La risposta da lavoratori e lavoratrici:
Una prospettiva che però non convince le lavoratrici e i lavoratori dipendenti diretti dell’Opera Pia Castiglioni, che chiedono un cambio di rotta e sono pronti alla mobilitazione. È quanto emerso dall’assemblea sindacale molto partecipata che si è svolta giovedì 23 luglio, durante la quale il personale della struttura ha espresso forte preoccupazione per il futuro della residenza e per le possibili conseguenze del nuovo assetto.
Dopo anni di sacrifici e di lavoro dedicato a rendere l’Opera Pia Castiglioni un punto di riferimento del territorio, i dipendenti non vogliono che il percorso si concluda in questo modo. Tra le principali preoccupazioni ci sono le incertezze legate al futuro professionale e organizzativo della struttura. Alcune lavoratrici hanno scelto l’Opera Pia proprio per la possibilità di conciliare il lavoro con le esigenze familiari, mentre altre operano da molti anni nella struttura e sono vicine alla pensione: un cambiamento radicale potrebbe avere un impatto significativo.
L’eco della FP CGIL del Distretto Ceramico:
“Dopo nostra sollecitazione è finalmente arrivata l’informativa per l’apertura del confronto, che dovrebbe svolgersi nelle prossime settimane”, spiega Enrico Abbati, funzionario della FP CGIL del Distretto Ceramico. “Il quadro che emerge, però, non chiarisce le motivazioni che spingono l’Unione verso la privatizzazione della struttura”.
Secondo il sindacato, il piano prospettato prevedrebbe una progressiva ricollocazione del personale sanitario e socio-sanitario in altri servizi del distretto, anche fino a 40 chilometri dall’attuale sede di lavoro. Solo una parte dei dipendenti verrebbe destinata ad altri servizi sociali o socio-sanitari dell’Unione, mentre l’Opera Pia Castiglioni verrebbe progressivamente svuotata del personale diretto in vista dell’esternalizzazione della gestione, prevista nei primi mesi del 2027.
“Appare invece già decisa a tavolino una sorta di operazione ‘spezzatino’, con spacchettamento del personale”, sostiene Abbati. “Il personale verrebbe principalmente ricollocato nei prossimi mesi sui servizi sanitari del distretto e solo in parte su altri servizi sociali o socio-sanitari dell’Unione”.
Il tema del personale e della qualità dell’assistenza:
Una prospettiva che genera numerosi interrogativi tra i lavoratori. “Con quale personale si intende gestire l’Opera Pia fino a marzo 2027? Chi si prenderà cura dei 60 anziani man mano che l’attuale personale verrà spostato?”, si chiede il rappresentante della FP CGIL. Il sindacato esprime dubbi anche sull’eventuale ricorso alle agenzie di somministrazione, considerando la difficoltà ormai diffusa nel reperire personale infermieristico e socio-sanitario.
Al centro della discussione c’è anche il tema della qualità dell’assistenza. Le famiglie degli ospiti, secondo il sindacato, hanno scelto negli anni l’Opera Pia Castiglioni proprio per gli elevati standard garantiti, tra cui un maggiore minutaggio degli OSS e la presenza degli infermieri 24 ore su 24.
Per la FP CGIL, tuttavia, la riduzione progressiva delle competenze e del personale rappresenta un rischio per il futuro della struttura. “Non si tratta di costruire strumenti di garanzia per il futuro – conclude Abbati – ma di garantire fin da oggi continuità, qualità dell’assistenza e tutela dei lavoratori, evitando che il progressivo depauperamento della struttura comprometta il servizio offerto agli anziani”.