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Maxi truffa dell’acciaio: condannata a 6 anni l’imprenditrice sassolese Patrizia Gianferrari

Maxi truffa dell’acciaio: condannata a 6 anni l’imprenditrice sassolese Patrizia Gianferrari

sabato 16 giugno 2018

Si è concluso ieri, dopo 12 anni, il processo in primo grado sulla maxi frode al fisco, compiuta tramite una compravendita di acciaio, in cui sono stati evasi 100 milioni di euro di imposte e 30 milioni di Iva. Otto le condanne emanate dalla Corte presieduta da Alessandra Caldarelli, per un totale di 29 anni di pene. Tra di esse Patrizia Gianferrari, imprenditrice sassolese che dovrà scontare 6 anni ed 8 mesi di carcere, poiché ritenuta braccio destro di Massimo Cianciamino, figlio del mafioso don Vito, anch’esso condannato a 5 anni e mezzo di reclusione. Ritenuta sede dell’associazione a delinquere, la Top3 srl in provincia di Piacenza. Abbastanza soddisfatti i pm Valentina Salvi e Giulia Stignani, che avevano chiesto 62 anni per i 19 imputati, ma sulla sentenza ha pesato la prescrizione, che ne ha assolti 11. L’avvocato Catalioti, che assiste la sassolese, intende impugnare la senza in corte d’appello, per limare la pena, già scontata di 5 anni rispetto agli 11 richiesti dall’accusa.


 


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