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Giovedì di Luglio, Malagoli: “Puro evento commerciale, tutela della salute al primo posto”

Giovedì di Luglio, Malagoli: “Puro evento commerciale, tutela della salute al primo posto”

martedì 30 giugno 2020
di Eleonora Alboresi

Un’interrogazione a firma dei consiglieri del Pd Serena Lenzotti, Maria Savigni e Vittorio Capitani sui “Giovedì di luglio”. Alle domande dei dem, tra cui “In che tempi e modi è stato realizzato il programma della manifestazione?” e “Quali sono le misure previste per il contenimento degli assembramenti?”, ha risposto l’assessore alle attività produttive e al turismo Massimo Malagoli. “Siamo tutti preoccupati per questo virus che sta condizionando le nostre vite – ha dichiarato – e fino a poche settimane fa non sapevamo quali sarebbero stati gli impatti delle normative sull’organizzazione delle attività. L’ordinanza regionale che regola le manifestazioni fieristiche è entrata in vigore il 15 giugno e noi in 15 giorni abbiamo organizzato il periodo estivo sassolese con un cartellone e programmi di tutto rispetto. Stiamo assistendo in queste settimane ad un benefico affollamento della nostra città. Un conto, però, è la ripresa della vita sociale, un altro è che il Comune o il Comitato dei commercianti si facciano promotori di iniziative che possano mettere a rischio la salute dei cittadini. Per questo motivo l’amministrazione ha deciso di non autorizzare alcun pubblico spettacolo o mercato nell’ambito della manifestazione: i Giovedì, per questa edizione, torneranno ad essere quello che erano stati alla loro origine, ovvero un puro evento commerciale. I negozi che vorranno potranno aprire, i pubblici esercizi potranno proporre le loro “cene sotto le stelle”. Il commercio sassolese ne uscirà danneggiato? È possibile, ma crediamo di no, e comunque la salute delle persone è in assoluto preminente su tutto. Per gli assembramenti saranno in servizio polizia locale e VOS. Alla fine i cittadini avranno vissuto un’esperienza peggiore, i commercianti e gli esercenti avranno lavorato meno? Vedremo. L’importante è che continuiamo tutti a ricordarci l’esperienza da cui stiamo cercando di uscire. Non basta un’ordinanza regionale per far finta che nulla sia successo”.


 


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