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Compensazione Ets, la Regione chiede l’inclusione del settore ceramico

Compensazione Ets, la Regione chiede l’inclusione del settore ceramico

venerdì 11 giugno 2021

Il consiglio regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione nella quale viene chiesto di aiutare il settore ceramico escluso dalla compensazione dei costi indiretti relativi all’Ets. Nel testo si legge che la decisione comunitaria, in riferimento al decennio 2021-2030, è “destinata a minare competitività, redditività e sopravvivenza dell’industria ceramica”, in particolare la consigliera proponente, Giulia Pigoni (in foto) della Lista Bonaccini, ha sottolineato che a risentirne di più sarebbe il distretto di Sassuolo, che realizza circa il 90% della produzione italiana in questione. Nel documento viene anche evidenziato che tutte le importazioni che arrivano dal di fuori della Ue non sono sottoposte ad un sistema Ets e che da ciò deriva un “conseguente improprio vantaggio concorrenziale”. Ancora, nella risoluzione viene spiegato che è “fondamentale che le nostre imprese non vengano penalizzate dalla direttiva emission trading e che il comparto ceramico venga compreso nella lista di quelli ammessi alla compensazione dei costi indiretti”. La Regione ha aperto un dialogo sulla questione con la Comunidad Valenciana; l’atto, inoltre, impegna la giunta a collaborare con il governo per far adottare delle misure nazionali che possano tutelare le aziende del settore. A marzo, rispondendo ad una interrogazione dell’europarlamentare Mara Bizzotto (Lega), la commissaria Ue Margrethe Vestager aveva spiegato che la “ragione principale” dell’esclusione della ceramica “è che ha un’intensità di emissioni indirette relativamente bassa, pari a 0,548 kg CO2/€”, a fronte di una “soglia per l’inclusione di 1 kg CO2/€”.


 


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