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3 Febbraio 2011

Caselli e Pistoni a confronto

Una conviviale del Rotary Club ha visto come protagonista il confronto aperto tra i sindaci Luca Caselli di Sassuolo e Claudio Pistoni di Fiorano. Abbandonate le vecchie ruggini, si è parlato di crisi, di occupazione, immigrazione e di federalismo fiscale, con un occhio di riguardo per il futuro del Distretto ceramico. A fare da intermediario era il consigliere del club Carlo Cottica. Il primo argomento di discussione non poteva che essere la crisi, ed ecco cosa hanno fatto i due Comuni per arginare il fenomeno. «La prima forma di intervento – ha detto Pistoni – è stata la creazione di figure quali i “lavoratori civici”, per dare un piccolo assegno a coloro che avevano perso il lavoro per sempre. Poi sussidi per la casa, “La fabbrica delle idee”, e, dal punto di vista economico-finanziario, abbiamo accantonato circa 250-280 mila euro per i periodi di crisi nera, che potrebbe arrivare quest’anno». «Si tratta di un problema molto più grande di noi – ha ribattuto Caselli – anche a Sassuolo abbiamo avviato alcune iniziative come i tirocinii formativi per i disoccupati che a gruppi di 20 hanno avuto un assegno di 500 euro mensili per 6 mesi. Abbiamo investito nel sociale oltre 1,5 milioni di euro. In più io ho già parlato più volte di energia alternativa, anche di creare un’azienda sovracomunale per il fotovoltaico e per sfruttare l’energia del Secchia». E invece sulla questione immigrazione? «Nell’ultimo anno – ha detto Caselli – il flusso migratorio è rimasto stabile. Per assurdo, senza lavoro, il rischio è che tornino in Africa le famiglie e che rimangano in giro coloro che delinquono. Ci sono comunità musulmane che non si integrano. A questo proposito lancio un appello ai giovani immigrati nati in Italia: devono avere la forza di essere italiani in tutto e, chi non vuole integrarsi, torni a casa sua». «Sulla questione immigrati – rilancia Pistoni – ho avuto qualche differenza di vedute anche con l’ex sindaco di Sassuolo Pattuzzi. Sugli immigrati penso che vi siano più preconcetti che reali giudizi di comportamento. A Fiorano non ci sono problemi e, più largamente, dico che dobbiamo tenere presente che alcune tipologie di lavoro i nostri fratelli e figli non le faranno più. Ecco perché loro continuano ad essere importanti». Ed infine il federalismo fiscale. «Credo sia corretto parlare di federalismo municipale – ha detto ancora Pistoni – ma con la clausola del “chi sbaglia paga”. Non è giusto errare e poi tanto lo Stato ci mette una pezza e appiana tutto. Così come lo si sta presentando, con la cedolare secca sugli affitti, con l’introduzione dell’Imu al 7,5 per mille, ma soprattutto coi soldi che vanno allo stato che poi restituisce qualcosa indietro, tenendo anche la parte dei Comuni “poveri”, non potrà andare avanti molto. Se i Comuni riusciranno a pareggiare i conti sarà “grassa”». «Noi che tutti i giorni facciamo i conti a tu per tu coi cittadini – ha concluso Caselli – vediamo che tante leggi impostate da Camera e Senato non corrispondono alle attese. I sindaci avrebbero bisogno di un loro partito che rivendichi i problemi della gente. Chi legifera non li conosce. Ogni federalismo è buono se è vero federalismo e i Comuni devono essere buoni controllori dell’operato».

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