“Dobbiamo armarci e sparare alle gambe a questi schifosi e poi al sindaco”. Sono queste le parole scritte da un utente social sotto ad un post del consigliere Alessandro Lucenti che riportava la fotografia di un’auto in sosta in centro con un vetro spaccato. Parole violente che il primo cittadino Matteo Mesini ha voluto denunciare pubblicamente tramite la propria pagina Facebook.
Mesini: “colpisce la facilità con cui si arriva a parlare di armi, di sparare alle persone, di violenza fisica”
“Leggerlo mi ha provocato innanzitutto una profonda delusione. E, lo ammetto, anche inquietudine – scrive Mesini -. Non tanto perché quelle parole siano rivolte a me. Chi sceglie di fare il Sindaco sa di esporsi alle critiche, alle contestazioni e anche agli attacchi più duri. Fa parte della responsabilità che ci si assume. Quello che mi colpisce è la facilità con cui si arriva a parlare di armi, di sparare alle persone, di violenza fisica. Come se fosse semplicemente un modo più forte per esprimere rabbia. Non lo è. E trovo particolarmente preoccupante che commenti di questo genere compaiano sotto i post di consiglieri comunali, cioè di persone che, pur nelle legittime differenze politiche, ricoprono un ruolo nelle istituzioni cittadine”. Il sindaco fa sapere che quanto scritto sarà segnalato alle autorità competenti: “Non per impedire la critica né per cercare solidarietà personale, ma perché una minaccia di violenza non può diventare una normale forma di espressione sui social”.
Lucenti: “Commento cancellato appena ne sono venuto a conoscenza”
Il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Lucenti ha spiegato di aver ricevuto la segnalazione circa il commento violento di un altro utente sotto al proprio post da un consigliere di maggioranza. “Non appena ne sono venuto a conoscenza – scrive Lucenti -, sono immediatamente intervenuto, cancellando il commento e confrontandomi con il consigliere che me lo aveva segnalato, proprio affinché quel contenuto non rimanesse visibile. Il commento verrà inoltre segnalato nelle sedi opportune”. Lucenti ha preso le distanze dal gesto ed ha voluto chiarire la propria posizione: “condanniamo fermamente il commento e qualsiasi minaccia, ma non possiamo accettare che venga attribuita a un consigliere una responsabilità per le parole scritte da un’altra persona sulla sua bacheca, quando, non appena informato, il consigliere stesso è intervenuto per cancellarle e segnalarle”.