Confindustria Ceramica chiede al governo nuove misure per il settore per far fronte al caro energia. “Con il gas naturale a 80 euro/MWh non si può continuare a fare ceramica – afferma il presidente dell’associazione, Augusto Ciarrocchi (in foto) -. Questi costi erodono ogni spazio di manovra delle imprese, fanno evaporare la capacità di investimento e portano inevitabilmente alla fermata di alcune linee produttive”.
Le condizioni del mercato non aiutano
Per il numero uno di Confindustria Ceramica, la situazione attuale è anche più preoccupante di quella del 2022, quando il gas toccò picchi anche più elevati: “Nel 2022 eravamo in una fase espansiva della domanda: i rincari, per quanto durissimi, potevano essere in parte trasferiti sui prezzi di vendita, perché il mercato tirava. Oggi è l’esatto contrario: la domanda è debole, la concorrenza extra-UE è spietata, e i maggiori costi energetici non si possono scaricare da nessuna parte”.
Servizio di liquidità e ‘interrompibilità gas’
Entro metà ottobre dovrebbe entrare in vigore il servizio di liquidità previsto dall’art. 10 del Decreto Bollette, una misura pensata per ridurre lo spread tra il prezzo del gas italiano (PSV) e quello europeo (TTF). Per Ciarrocchi si tratta di un intervento utile “ma la relazione tecnica dello stesso Decreto Bollette lo dice chiaramente: non è risolutivo nell’attuale fase di emergenza”. Il presidente di Confindustria Ceramica sottolinea che un altro intervento fondamentale in questa fase è la ‘interrompibilità gas’, “una procedura nella quale le imprese si impegnano per la sicurezza del sistema nazionale; è però necessario che vengano almeno confermate le precedenti condizioni di prestazione del servizio”.
La richiesta di ulteriori misure
Ciarrocchi chiede un pacchetto di misure più ampio: “rafforzare subito i fondi di compensazione per i costi indiretti ETS, usare senza ulteriori ritardi il miliardo di euro incassato dalla vendita del gas in stoccaggio per abbattere le bollette di chi consuma più gas, velocizzare le autorizzazioni per lo sviluppo delle risorse energetiche nazionali, e sostenere le imprese disposte a impegnarsi in contratti di fornitura di lungo periodo di GNL, ma anche di biometano, per ridurre la volatilità dei prezzi”.