Il servizio di Personale educativo assistenziale (PEA) è stato al centro del dibattito nel Consiglio comunale di Sassuolo, a seguito di un’interrogazione presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia Alessandro Lucenti, Stefania Giavelli, Luca Caselli e Anna Maria Anselmi. A illustrare l’interrogazione è stato Lucenti, che ha chiesto chiarimenti sulla distribuzione delle ore, sul numero degli alunni certificati e sulle risorse destinate al servizio. “Il dato preoccupante è il numero dei bimbi che sono aumentati e, se lo mettiamo in proporzione al monte ore, non compensa”, ha affermato Lucenti, sottolineando come l’incremento degli alunni certificati debba essere valutato insieme alla crescita delle ore complessivamente disponibili.
La replica dell’assessore Savigni:
L’assessora all’Istruzione Maria Savigni ha escluso una riduzione complessiva delle ore: “Non esiste alcuna contrazione del monte ore complessivo, anzi si è effettuato un importante aumento del medesimo”. Le ore settimanali sono passate dalle 2.176 del 2023-2024 alle 2.312 del 2025-2026 e saranno 2.450 nel 2026-2027, dato ancora non definitivo. Parallelamente, gli alunni certificati sono saliti da 192 nel 2023-2024 a 267 nell’anno scolastico in corso: 28 alla scuola dell’infanzia, 108 alla primaria, 59 alla secondaria di primo grado e 72 alla secondaria di secondo grado. Savigni ha spiegato che la distribuzione delle ore è stata effettuata “concentrandole sulle situazioni di maggiore complessità, salvaguardando i casi più gravi e garantendo comunque una soglia minima di intervento”. La media è di 9,4 ore per alunno, mentre la spesa prevista per il servizio supera i 2 milioni di euro, contro gli 1,474 milioni del 2023-2024.
La risposta di Lucenti:
In replica, Lucenti ha richiamato anche una sentenza del Tribunale di Trapani del giugno 2026, promossa da Anfas, (che dice che gli enti locali non possono introdurre criteri organizzativi o finanziari che comportino di fatto una riduzione nelle misure di assistenza prevista nei singoli periodi) e ha chiesto maggiore dialogo con le famiglie e una programmazione delle ore ritenute necessarie: “Si invita a fare un dialogo con le famiglie che giustamente si sono interfacciate anche con noi per capire che cosa stava succedendo e si vede che c’è stata poca comunicazione a riguardo”. Al termine della discussione, il consigliere di Fratelli d’Italia ha espresso una valutazione parziale sulla risposta ricevuta.