Torna in Consiglio comunale a Sassuolo la questione del centro culturale islamico di via Atene, al centro di una nuova interrogazione presentata dal consigliere della Lega Gian Francesco Menani. Al centro del confronto, i dubbi sull’utilizzo dei locali acquistati dall’associazione Al Huda, che secondo l’esponente leghista sarebbero impiegati anche per attività di culto nonostante la destinazione d’uso a centro culturale.
L’interrogazione:
“È l’ennesima interrogazione che propongo: in due anni ne ho già presentate una decina, in quanto su quello che vado a chiedere non mi viene data risposta. Adesso vedremo stasera”, ha esordito Menani, introducendo il tema dei locali di via Atene. Secondo il consigliere, gli spazi sarebbero stati acquistati dall’associazione Ludo e destinati a centro culturale islamico, ma verrebbero utilizzati anche come luogo di preghiera, circostanza sulla quale ha chiesto verifiche da parte dell’Amministrazione.
Menani ha ricordato di aver già presentato altre interrogazioni, insieme al consigliere Vandelli, chiedendo al sindaco e al Comune di accertare la situazione. Tra le questioni sollevate, la richiesta di sapere se siano stati effettuati controlli, in particolare il venerdì intorno alle 13, orario che il consigliere indica come quello di maggiore affluenza per la preghiera settimanale, e se l’Amministrazione intenda coinvolgere la polizia locale per verificare l’utilizzo dei locali.
La risposta del Sindaco:
La risposta del sindaco è stata breve. “In riferimento all’interrogazione in oggetto, si rappresenta che la questione sollevata risulta già affrontata nella risposta fornita alla precedente interrogazione relativa al centro culturale islamico, assunta agli atti con protocollo 43738 del 2026, alla quale si rinvia per gli aspetti già esaminati”, ha dichiarato Mesini, senza aggiungere ulteriori chiarimenti nel corso della seduta.
La replica:
Una replica che non ha soddisfatto Menani, il quale ha contestato al primo cittadino la mancata risposta puntuale alle domande presentate. “Lei sta scherzando col fuoco, perché c’è una situazione di illegalità e mi sembra che non voglia far intervenire la polizia municipale”, ha affermato il consigliere, ribadendo i propri dubbi sulla destinazione effettiva degli spazi.
A sostegno delle sue perplessità, Menani ha raccontato di essersi recato nei locali insieme al sindaco e di aver dovuto togliere le scarpe prima di entrare. Un episodio che, secondo il consigliere, lo avrebbe spinto ad approfondire la questione. Ha inoltre riferito di aver raccolto testimonianze da attività vicine, i cui titolari gli avrebbero segnalato la presenza di fedeli intenti a pregare all’interno della struttura.
Il consigliere leghista ha quindi insistito sulla necessità di sapere se siano stati effettuati controlli negli orari indicati e se sia previsto un intervento della polizia locale. “Lei non mi ha mai detto se ha fatto le verifiche il venerdì verso le 13, che è l’orario di maggiore affluenza, e non mi ha mai detto se è sua intenzione far fare le verifiche alla polizia locale”, ha contestato.
Infine, l’annuncio finale: “Adesso raccolgo tutte le interrogazioni e le risposte e poi le mando in Procura, signor sindaco. Non volevo farlo, però a questo punto lo faccio”.