Durante l’esame in Commissione del nuovo regolamento del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze (CCRR), noi consiglieri di opposizione abbiamo avanzato precise riserve e proposto alcuni emendamenti sostanziali. La maggioranza ha però respinto le modifiche di merito, limitandosi ad accogliere soltanto quelle di forma.
Anche l’affidamento diretto del servizio di coordinamento del CCRR alla cooperativa sociale La Lumaca, per 19.162 euro, ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e sui tempi della procedura.
Dagli atti pubblicati sull’Albo Pretorio risulta che il 9 ottobre 2026 l’Amministrazione ha richiesto un preventivo alla cooperativa, ricevuto il 13 ottobre, per poi procedere all’affidamento diretto con determina n. 559 del 19 ottobre (ai sensi dell’art. 50, comma 1, del d.lgs. 36/2023). Pur non avendo rilevato elementi sufficienti per contestare formalmente la procedura, riteniamo discutibile non aver valutato alternative all’esternalizzazione del servizio né confrontato altri preventivi.
Il dato più significativo, tuttavia, riguarda un documento precedente all’affidamento. In un opuscolo informativo destinato alle scuole, allegato alla delibera della Giunta comunale nr. 153 del 27 agosto 2026 e pubblicato sull’Albo Pretorio, La Lumaca era indicata come referente per la realizzazione del progetto CCRR. Come è possibile che questo dato fosse presente già a fine agosto, se la richiesta di preventivo è stata inviata soltanto il 9 ottobre e l’affidamento formalizzato il 19 ottobre? Questo elemento non dimostra di per sé un’irregolarità, ma evidenzia una discrepanza temporale che merita chiarimenti.
Quando è stata sollevata la questione in Consiglio comunale, né l’assessore con delega alla scuola né gli altri componenti della maggioranza hanno fornito spiegazioni. L’assessore ha addirittura sostenuto che l’affidamento al facilitatore non fosse oggetto del dibattito in corso, cosa peraltro errata perché tale figura è citata proprio nel regolamento che di lì a poco sarebbe stato sottoposto a votazione.
Per questo si ritiene legittimo chiedere di nuovo all’Amministrazione di chiarire la sequenza degli eventi, spiegando perché i contatti della cooperativa comparissero già nell’opuscolo del 27 agosto, ben prima dell’avvio della procedura di affidamento documentata dagli atti.
Una domanda semplice, basata su documenti pubblici, alla quale crediamo sia doveroso dare una risposta chiara e tempestiva.
I ricorrenti interrogativi sollevati da bandi e provvedimenti di questa Amministrazione testimoniano una criticità che va oltre il singolo caso. Emerge con evidenza la necessità di superare un problema di metodo, affinché siano sempre garantite correttezza e trasparenza.