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05/11/2026 17:22

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5 Novembre 2026

“Come è profondo il mio mare?”: Carmellina Arestia porta in pittura la poesia degli abissi

Cavedoni

Il mare come luogo dell’immaginazione, universo di colori e metafora dell’anima. È questo il filo conduttore di “Come è profondo il mio mare?”, la mostra personale di Carmellina Arestia, che sarà inaugurata sabato 7 novembre 2026, alle 17, alla galleria d’arte di via Fenuzzi a Sassuolo.

Descrizione della mostra:

L’esposizione, curata da Tina de Falco, accompagna il visitatore in un viaggio attraverso le profondità marine, dove coralli, organismi e forme naturali si trasformano in sorprendenti giardini sommersi. La scelta curatoriale nasce dalla volontà di valorizzare una dimensione particolarmente autentica della ricerca di Arestia, quella in cui la sua sensibilità artistica sembra trovare la propria espressione più spontanea. “È qui che Carmellina sembra stare bene, qui che pare riconoscersi, quasi fosse lei stessa una creatura marina”, osserva Tina de Falco. Nelle opere dell’artista il mare non è soltanto un soggetto da rappresentare, ma un mondo da reinventare. Il blu diventa protagonista assoluto: è il colore degli abissi, ma anche quello dell’interiorità, delle emozioni e di tutto ciò che vive oltre la superficie. Attraverso un sapiente utilizzo del colore e delle forme, Carmellina Arestia crea paesaggi sommersi ricchi di suggestioni, nei quali la natura si fonde con l’immaginazione. Una pittura capace di sorprendere e coinvolgere, trasformando la realtà in un’esperienza visiva ed emotiva. L’artista, che nel corso della sua attività ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e in Europa, presenta in questa occasione una particolare dimensione del proprio percorso creativo, mettendo in evidenza il rapporto tra natura, colore e ricerca interiore.

Come sottolinea la curatrice, Arestia diventa una “poetessa delle profondità”, capace di invitare lo spettatore a guardare oltre ciò che appare e a lasciarsi guidare dalla meraviglia. “Come è profondo il mio mare?” è dunque una domanda che supera i confini della pittura e si rivolge a ciascuno di noi. Perché esplorare gli abissi marini può diventare anche un modo per scoprire le profondità della propria anima.

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