Al via Cersaie 2026, la fiera internazionale di riferimento per il settore ceramico, in programma a Bologna da oggi a venerdì. Oltre al taglio del nastro, in giornata si è tenuto il convegno inaugurale che ha toccato i temi del caro energia, della riforma del sistema ETS e della crescente concorrenzialità del settore a livello internazionale.
“Se la situazione dovesse proseguire con il gas a 80 euro/MWh… questa è la ricetta per spegnere i forni – ha dichiarato il presidente di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi -. Il processo ceramico è intrinsecamente legato al gas, non ha alternative tecnologiche reali, oggi mature. A questo si aggiunge uno scenario internazionale incerto, con un ruolo crescente del GNL, per cui va confermata e rafforzata la procedura di interrompibilità volontaria a tutela della sicurezza del sistema Italia”. Sul fronte ETS, Ciarrocchi ha riconosciuto il lavoro fatto finora dall’Italia come un percorso nella giusta direzione, ma ha ribadito che la partita si gioca ora, a livello europeo: “Il processo di revisione del meccanismo in sede europea è un’occasione che non possiamo permetterci di sprecare, perché se il risultato sarà un maquillage cosmetico invece di un cambiamento vero, saremo fregati”.
In proposito, entrambi i ministri intervenuti, Tommaso Foti per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione ed il PNRR e Adolfo Urso per l’impresa ed il made in Italy, hanno confermato il “ruolo attivo dell’Italia nel difendere in Europa le giuste richieste dell’industria ceramica, fortemente penalizzata dai meccanismi di assegnazione delle quote ETS, convinti che l’azione italiana possa raccogliere l’appoggio di altri Paesi e superare così una distorsione del sistema”.