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15/10/2026 01:48

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5 Ottobre 2026

Il Comune annulla la procedura compartiva per il ruolo di social media manager

municipio

In giornata il Comune di Sassuolo ha annunciato l’annullamento della procedura compartiva per il ruolo di social media manager. In una nota l’amministrazione comunale fa sapere che, all’esito di una revisione degli atti della procedura comparativa per il conferimento dell’incarico di lavoro autonomo, si è proceduto all’annullamento vista la carenza di un parere preventivo obbligatorio.

La posizione di Fratelli d’Italia

Sul tema interviene il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che ricorda come il consigliere Alessandro Lucenti avesse presentato un accesso agli atti chiedendo massima trasparenza sulle procedure di gara e chiarimenti su due punti: “da un lato, evitare qualunque ombra o sospetto di riassegnazione al “solito noto” o ingiustificate sovrapposizioni – scrivono dal partito di Giorgia Meloni -; dall’altro, verificare che l’Ente avesse davvero scandagliato gli uffici interni alla ricerca di una figura già idonea a coprire il ruolo prima di attingere a risorse esterne”. In seguito all’annullamento della procedura, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia si domanda: “Sassuolo scoprirà improvvisamente di poter vivere anche senza un Social Media Manager dedicato, accogliendo l’invito della minoranza a risparmiare risorse pubbliche, o si tratta solo di una pausa di riflessione in attesa di impacchettare un nuovo bando a prova di bomba (e di trasparenza)?”

La replica dell’assessore Ferrari

“L’annullamento della procedura – afferma l’assessore alla comunicazione, Federico Ferrari – è un atto tecnico, adottato dal dirigente responsabile dopo che la verifica degli atti, avviata in seguito all’accesso richiesto dal gruppo di Fratelli d’Italia, ha rilevato la mancanza di un parere preventivo obbligatorio. Si tratta di un intervento in autotutela previsto dall’ordinamento, nel quale la Giunta non ha avuto alcun ruolo, né poteva averlo in quanto la gestione di questi procedimenti spetta agli uffici, non agli organi politici. I consiglieri hanno esercitato una loro prerogativa, gli uffici hanno controllato e un vizio formale è stato sanato prima che producesse effetti. È così che funziona un’amministrazione trasparente, ed è esattamente ciò che i cittadini dovrebbero aspettarsi, senza che ci sia alcun giallo da raccontare”.

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